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ORECCHIE FAMOSE

Wolfgang Amadeus Mozart
Si narra che Mozart a 3 anni, riuscisse già a riconoscere ogni nota solo ascoltandola, senza bisogno di uno strumento. Questo talento si chiama orecchio assoluto: la capacità rara di identificare e riprodurre un suono esatto senza riferimento. Una sensibilità uditiva così profonda ci ricorda quanto l’udito sia una chiave per connetterci alla musica, agli altri, a noi stessi.

Orecchio di Dioniso
Il padiglione più misterioso della storia
Situata a Siracusa, questa cavità naturale deve il suo nome al pittore Caravaggio, che rimase colpito dalla sua forma che ricorda un padiglione auricolare… ma anche per la sua leggenda!
Si narra che il tiranno Dioniso usasse questa grotta per ascoltare di nascosto i prigionieri rinchiusi all’interno. Grazie alla sua straordinaria acustica, ogni sussurro veniva amplificato e portato fino al punto d’ascolto segreto.
Un orecchio gigantesco, insomma, ma non esattamente per la musica. Più per lo spionaggio acustico ante litteram!

Vincent Van Gogh
Il celebre episodio in cui Vincent van Gogh si recise il lobo dell’orecchio sinistro avvenne il 23 dicembre 1888, dopo un violento litigio con l’amico e collega Paul Gauguin. Questo gesto, divenuto uno dei più noti della storia dell’arte.
Van Gogh trasformò quell’esperienza dolorosa in arte immortale, ritraendosi nel famoso “Autoritratto con l’orecchio bendato”, dove dolore e genialità si fondono in un’unica, intensa immagine.

Antonio Stoppani
Nel suo celebre libro “Il Bel Paese”, l’abate Antonio Stoppani dedica un curioso capitoletto al cornetto acustico, un affascinante strumento del passato usato per amplificare l’udito, con un tocco poetico e tanta ingegnosità!
Realizzati in legno, cuoio o persino avorio, i cornetti acustici avevano forme bizzarre e venivano usati non solo per sentire meglio… ma anche per farsi ascoltare senza farsi notare. In alcune occasioni, erano strumenti "magici" per predire il futuro. I cornetti, noti come tubi acustici sono veri e propri antenati delle moderne protesi acustiche!

La ragazza con l'orecchino di perla
Nel celebre dipinto "La ragazza con l’orecchino di perla" di Vermeer, lo sguardo non si posa solo sul volto… ma su quell’unico dettaglio: la grande perla a goccia, sospesa all’orecchio.
È troppo grande, troppo perfetta: forse non è nemmeno una vera perla, ma vetro veneziano abilmente dipinto.
Eppure, brilla come simbolo di eleganza, mistero, status sociale, in netto contrasto con l’umile abbigliamento della ragazza.
Quell’orecchio nudo e quel gioiello isolato raccontano una storia tutta da immaginare.
Un dettaglio silenzioso, che cattura da secoli.